Il nostro formaggio di pecora
La preparazione del formaggio, dall’accensione del fuoco (perchè ancora lo prepariamo come 100 anni fa) con il contenitore in rame adatto a portarlo alla temperatura di 42° circa (lapiòlu), fino alla cagliatura, la rottura del cagliato (con l’utilizzo de su pilìsu), l’ottenimento del primo sale (Ischidàle in lingua sardo-siniscolese), ottenimento della forma di formaggio e inserimento nel contenitore tondo (pischèdda in Siniscolese). Prima asciugatura ed estrazione del siero dall’interno grazie alla pressione delle mani sulla forma appoggiata in sa orchìdda e ad un piccolo cuneo di legno, su pìru che pratica un foro in testa. Riposo del latte-siero e reimmissione sul fuoco per l’ottenimento della ricotta.
Il siero viene mescolato delicatamente con Sa mùrica, in modo che non si attacchi sul fondo de su lapiòlu, fino a portalo alla temperatura di 80/90°, si porta fuori dal fuoco e si lascia riposare per circa 20 minuti, dopo di che viene scolata e adagiata in una forma apposita.
Il formaggio fresco viene portato alla salatura e lasciato in cantina a stagionare per alcuni mesi ed alcune forme anche oltre un anno.
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Su òcu (il fuoco)
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Sa murica
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Sa orchìdda e sas pischèddas
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Sa vorma (la composizione della forma)
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Sa vorma in sa pischedda
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Su pilìsu
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Sa vorma (la forma a fine processo)
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Su recòtu (La ricotta)
